Autrici: Patrizia Giorgio, Laura Guardini, Renata Villa
Prefazione di Ferruccio de Bortoli
Editore: Egea
Rate Management Talks: 4,3/5
Recensione a cura di Silvia Donatello per managementtalks.it
UN VALORE CONDIVISO, VINCENTE PER TUTTI!
Fortunatamente il volontariato aziendale sta diventando una pratica che le aziende adottano in numero sempre maggiore. All’estero sono, purtroppo, più bravi di noi, ma anche in Italia è uno strumento che le organizzazioni stanno promuovendo sempre di più.
Lo scopo primario è creare un ponte tra mondo a scopo di lucro e mondo no profit. Universi che una volta si parlavano poco, quasi per nulla o comunque faticavano a capirsi. Oggi, e meno male, tutto sta cambiando grazie anche alla riforma del Terzo settore partita nel 2017 e ai successivi aggiornamenti del 2023 e 2024.
Sono proprio le autrici del libro, che hanno vissuto esperienze dirette e diverse di volontariato aziendale, a farsi promotrici di un messaggio fondamentale: il volontariato aziendale è un traguardo per tutti.
Provenienti da differenti settori e realtà, ma reduci da collaborazioni virtuose e stimolanti, ci dimostrano che il volontariato aziendale va a beneficio di tutta la comunità. Questo grazie all’impegno dei dipendenti che, se sono correttamente ingaggiati, porta vantaggi di sostenibilità e crescita ad entrambe le parti: profit e no profit in una relazione win-win.
Ecco perché lo scopo del libro è proprio quello di spiegare come dare vita ad iniziative di volontariato aziendale che siano efficaci e di successo. Questo può accadere solo se il progetto viene pensato, pianificato e promosso attraverso una partnership in cui impresa e organizzazione non profit sono sullo stesso piano, in un rapporto paritario, simmetrico e di reciprocità.
Personalmente ho apprezzato molto la capacità delle autrici di saper affiancare a un’attenta analisi storico-organizzativa, che parte dalle origini del volontario imprenditoriale, anche una esposizione degli strumenti che servono nella pratica per condurre i progetti e le attività. Tutto senza dimenticare di evidenziare quelle che sono le peculiarità delle piccole medie imprese o le leve delle realtà aziendali più estese.
Viene data massima importanza anche a quelli che sono i risvolti normativi e legislativi che vanno seguiti e approfonditi, come quello dell’obbligo assicurativo, delle liberatorie necessarie e degli strumenti per la gestione della privacy dei dipendenti e del personale coinvolto.
Altro fondamentale punto trattato è come ingaggiare i volontari tra i propri dipendenti. Le autrici ce lo spiegano in maniera dettagliata anche con esempi pratici e schede di profilazione da mettere magari sul portale aziendale.
Da non dimenticare assolutamente infine è l’importanza dei feedback e dei KPI che possono entrare nella rendicontazione di sostenibilità e la cui misurazione non solo qualitativa, ma anche quantitativa, è una delle cose più difficili nel Terzo settore.
Tutto è ben spiegato e approfondito anche grazie ad una serie di utilissimi allegati di schemi e questionari di valutazione presenti alla fine del libro. Proprio il richiamo a tutti i soggetti e agli stakeholders partecipanti, senza trascurare né il punto di vista dell’azienda né quello dell’organizzazione no profit (ONP), fa di questo libro un manuale di riferimento per tutti coloro che vogliono intraprendere un progetto di volontariato aziendale.
Il libro
Si apre con l’illustre prefazione di Ferruccio de Bortoli, un’illuminante finestra sul mondo del no profit e sulle implicazioni (indiscutibilmente positive) che ha la sinergia creata da un asse di collaborazione continuativa tra il mondo del terzo settore e le altre entità produttive dei territori. Il volontariato aziendale di prossimità è un valore di crescita inestimabile che ha risvolti filantropici e sociali auspicabili da tutte le parti coinvolte e mette al centro un sistema paese davvero sostenibile ed evoluto.
Il fenomeno
Dopo l’introduzione si prosegue con la presentazione del fenomeno del volontariato aziendale, le sue origini e la sua evoluzione nello scenario internazionale e in quello europeo. Tutto è accelerato da quello che l’Agenda 2030 e gli SDGs hanno sancito e che fortunatamente hanno dichiarato per una sostenibilità realmente accessibile ed erogata: il volontariato aziendale è uno dei mezzi principali per arrivarci.
Ma qual’è stato l’effetto della pandemia di Covid-19 sul fenomeno e la reazione delle imprese? Sicuramente c’è stata una barriera fisica al volontario di prossimità e in presenza, ma per certi versi anche una trasformazione delle attività che in molti casi si sono spostate in modalità diverse e anche da remoto.
Le imprese
Nel secondo capitolo si evidenziano quelli che sono i valori ed i benefici per le aziende profit e quali possono essere le tipologie di intervento da proporre. Il punto di partenza è senza dubbio mantenere al centro i dipendenti in modo da sancire un successo condiviso e sdoganare l’adesione dell’impresa a un programma di volontariato.
Altra cosa impegnativa è conoscere lo schema di funzionamento del volontariato aziendale secondo cui muoversi e cooperare con l’organizzazione no profit (ONP), spesso infatti ci si chiede come rendicontare il volontariato aziendale e quali siano le competenze interne ed esterne da considerare.
Le organizzazioni no profit
Poi c’è l’altra parte della mela. Viene discussa nel terzo capitolo, con i benefici del volontariato aziendale per le ONP, partendo da un escursus descrittivo su quelle che sono le organizzazioni non profit oggi e come si finanziano.
Propedeutico allo scopo è poi lo sguardo istruttivo sulla riforma del Terzo Settore e su come questa abbia favorito una recente evoluzione del dialogo fra profit e non profit.
Il lettore è finalmente pronto a capire come si sviluppa un progetto di volontariato aziendale, dove l’80% lo fa la buona comunicazione e il resto la corretta valutazione dei risultati con la definizione di una serie di KPI per le ONP.
In chiusura molto stimolante il contributo di Rossella Sobrero, docente di comunicazione all’Università degli Studi e all’Università Cattolica di Milano, che ci insegna perché nel volontariato aziendale non basta comunicare, occorre ingaggiare. Possiamo farlo con la cross-fertilization e in ottica win-win!
Utilissimi, infine, in appendice gli allegati messi a disposizione dei lettori come gli esempi di scheda di profilazione del dipendente, di questionario di valutazione del dipendente dell’azienda profit, di quello da sottoporre all’organizzazione no profit e dell’ONP ai propri volontari.
Sulle autrici
Patrizia Giorgio, laureata in economia aziendale è da sempre appassionata di sostenibilità sociale, lavora in Fondazione Sodalitas dal 2005, con un ruolo focalizzato sui temi di diversity & inclusion (è referente per l’Italia nell’EU Platform of Diversity Charters della Commissione Europea) e community partnership. Dal 2015 guida i programmi di volontariato aziendale per le imprese socie.
Laura Guardini, trentina di origine, vive a Milano dal 1980. Giornalista professionista, dal 1986 al 2015 è stata cronista al Corriere dalla Sera. Dal 2016 segue diversi progetti di volontariato con l’associazione Quartieri Tranquilli. Collabora con il mensile ll Sud Milano e fa parte dell’associazione Amici della Nave di San Vittore.
Renata Villa, dopo la laurea in Fisica dell’atmosfera e dieci anni dedicati alla ricerca sull’ambiente e il clima, ha conseguito il master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste. Per oltre venticinque anni si è occupata di progettidi sostenibilità nel Gruppo Enel. È da sempre attiva nel mondo non profit come volontaria.
Rating Management Talks: 4,3 su 5
Recensione Management Talks a cura di: Silvia Donatello