di Angela Deganis
“NEW WORK. Management Sostenibile: Etica, Benessere e Innovazione”. Una sintesi dei trend lavorativi oggi in Italia.
Terra, 2025.
Siamo di fronte a un nuovo pattern lavorativo, un nuovo assetto del lavoro nell’immaginario collettivo del mondo occidentale, complice la cesura effettuata dalla pandemia nelle nostre vite, un periodo nel quale abbiamo toccato con mano temi esistenziali come quelli della malattia, della vita, della morte. E ridato priorità ad alcuni aspetti trascurati nel sistema neocapitalistico nel quale siamo immersi, votato alla produzione, alla performance e al successo.
Grandi dimissioni, quiet quitting – la ridimensione del tempo e delle energie dedicate al lavoro – e recessione dei talenti – la fatica a trattenere professionisti in strutture lavorative poco flessibili o poco votate alla crescita professionale – hanno dominato gli ultimi tre anni.
Oggi, secondo il Randstad Workmonitor 2025, un’indagine su 26.800 lavoratori di 35 paesi, di cui 756 italiani, i trend che domineranno il nostro futuro sono la flessibilità, la relazione e la crescita.
FLESSIBILITA’
Se il 58% degli intervistati italiani, statisticamente rappresentativi, cerca la qualità della vita a lavoro, la stessa percentuale ama la flessibilità perché può stabilire quando lavorare, il 53% perché può scegliere il luogo di lavoro, il 55% l’impegno da profondere.
Tra gli strumenti di flessibilità maggiormente apprezzati la settimana corta e lo smart working.
Stando ai recenti dati dell’Osservatorio Smartworking del Politecnico di Milano, una Grande Azienda su dieci è propensa a sperimentare la settimana corta, seguendo l’esempio di Lamborghini, Intesa San Paolo, Luxottica, Lavazza e Sace che, con modelli diversi e precisi accordi sindacali, la applicano tutte le settimane.
Sul fronte smartworking, il 35% delle Grandi Aziende intendono farlo evolvere ulteriormente, contro il 23% della Pubblica Amministrazione e il 9% delle Piccole Medie Imprese.
E se crediamo che lo smartworking sia in contrazione, forti dei dietrofront di aziende come Amazon e le proprietà di Elon Musk, il Politecnico di Milano prevede lo smartworking di 3,75 milioni di italiani nel 2025, contro i 3,55 milioni del 2024 e i 3,58 milioni del 2023 che non possono gareggiare con un 2020 pandemico dove, complice il lock down, eravamo in 6,59 milioni a lavorare da casa.
E mentre le recenti dichiarazioni alla stampa di Katarina Berg, CHRO di Spotify, puntano a sostenere il lavoro flessibile come forma di fiducia nei propri dipendenti, la società di consulenza Newton ci conferma che a motivare una riduzione dello smartworking, stando alle dichiarazioni dei board di direzione, sarebbe la diminuzione di produttività e collaborazione, la necessità di rinfrancare una cultura aziendale votata alla coesione e appartenenza, la difficoltà di monitorare e gestire il team, la mancanza di innovazione, agevolata da un’interazione vis-à-vis, e l’esigenza di far trovare una sede aziendale popolata quando i clienti vengono in visita.
A esplicitare cosa pensano i dipendenti di una contrazione dello smartworking ci pensa invece l’Osservatorio del Politecnico di Milano: del 73% che si dice contrario al ritorno in sede, il 9% cambierebbe sicuramente lavoro e il 18% inizierebbe a cercarlo se venisse loro imposto il rientro in sede.
RELAZIONE
Largo a relazioni felici in azienda e al bando tossicità e bullismo.
Il Workmonitor Randstad ci dice che il 57% degli intervistati italiani lascerebbe il posto di lavoro se a disagio (contro il 27% del 2024) e il 60% cercherebbe un nuovo posto se inascoltato dal capo.
I motivi di abbandono del lavoro premiano la qualità della vita: il 40% lascerebbe un lavoro in ambiente tossico contro un 41% motivato da ragioni di basso salario.
CRESCITA
Vuoi trattenere una risorsa? Falla crescere.
Il 21% degli italiani intervistati da Randstad ha lasciato un posto di lavoro dove non cresceva (contro il 9% del 2024), il 40% non accetta lavoro senza crescita (contro il 32% del 2024) e il
38% è disposto a licenziarsi se non cresce (contro il 26%).
INNOVAZIONE
Sul fronte innovazione, il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum dichiara che nei prossimi 10 anni ci saranno 170 milioni di nuovi ruoli a fronte di 92 milioni di dismissioni, con un netto di 78 milioni di nuove professioni.
A fare la differenza la capacità di acquisire nuove competenze nel settore AI, data e cyber security ma anche il possesso di soft skills come la capacità di collaborare, il pensiero analitico, la resilienza e la flessibilità.
Tra i lavori del futuro più richiesti le mansioni agricole, i trasportatori, gli sviluppatori di software, gli infermieri, gli insegnanti e i lavoratori nel settore food & beverage.
In prevista contrazione i cassieri, gli assistenti amministrativi, il personale di pulizia, le guardie della sicurezza e i grafici.
BENESSERE
E’ il Global Talent Barometer Manpower Group, con un’analisi su 12.000 lavoratrici e lavoratori in 16 Paesi, a dirci che il 75% degli italiani crede che il suo lavoro abbia un senso, ma il 53% vive lo stress quotidianamente e il 42% dichiara che cambierà lavoro nei prossimi 6 mesi. Il 20% di questi fanno parte della Generazione Z.
Bibliografia
“Manager per caso-Guida alla sopravvivenza in azienda” di Angela Deganis
Angela Deganis
Manager, autrice, giornalista, speaker, umanista e marketing e communication strategist, da oltre 18 anni pianifica e gestisce progetti strategici di marketing e comunicazione in azienda.
In sit in per una vita serena anche tra le quattro mura lavorative, cura su LinkedIn il blog “Vita da manager. Esercizi di management, filosofia in azienda e dintorni” ed è LinkedIn Top Voice. Nel 2022 ha pubblicato con Morellini editore “Manager per caso. Guida alla sopravvivenza in azienda”, il manuale di sopravvivenza di ogni manager che ha come antidoto alle complessità della vita in azienda il sorriso, un microcosmo nel macrocosmo della vita che racconta tanto di noi e del nostro made in Italy. Il libro ha vinto il Primo Premio Nazionale di Filosofia 2023, sezione Pratiche Filosofiche, ed è ora disponibile nelle librerie di Stati Uniti, Australia, Giappone, America Latina e in tutta Europa nella sua versione aggiornata “Manager by Chance. A Guide to Survival in Business” con la prefazione di Per Kristiansen, fondatore del metodo formativo manageriale Lego Serious Play.
Il suo progetto di umanesimo manageriale trova respiro in corsi, convegni e seminari organizzati per strutture come il Richmond Hr Forum, l’Associazione Italiana Direttori del Personale, l’Associazione Italiana Formatori, WomenX Impact, Girls Restart, Catobi, Hsequipe, la Scuola Italiana Cantastorie, Fidapa BPW Italy, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda.
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