di Laura Ferrarello

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Supportare la transizione sostenibile delle organizzazioni attraverso responsabilità distribuite e collaborazioni

Come possono la missione e la visione di un’azienda integrare la sostenibilità come strategia per creare valore per l’organizzazione e benefici per la società e l’ambiente?

La transizione di un’azienda verso pratiche sostenibili è un percorso che richiede un cambiamento sistemico. La sostenibilità, infatti, non può essere considerata semplicemente come un obiettivo da raggiungere, ma come un processo dinamico e fluido che deve essere mantenuto attraverso l’allineamento di diverse sezioni e dipartimenti dell’ecosistema aziendale. Questo include non solo i prodotti, i servizi o le tecnologie offerti da un’azienda, ma anche il modo in cui vengono prodotti, fabbricati, distribuiti, utilizzati e smaltiti, considerando l’uso dei materiali e il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Sostenibilità: un valore strategico per un’organizzazione

Per favorire una transizione sostenibile efficace, i valori e la cultura aziendale possono svolgere un ruolo chiave, guidando le diverse pratiche operative verso processi sostenibili nel loro contesto. Se la missione di un’organizzazione è posizionarsi nei mercati sostenibili, questa visione deve essere seguita in tutte le operazioni principali. Ad esempio, un’azienda di prodotti di consumo potrebbe adottare un’economia circolare esternalizzando materiali certificati e garantendo contratti di lavoro equi, riducendo la varietà dei prodotti a favore della produzione locale, progettando prodotti con componenti facilmente sostituibili e integrando catene logistiche che riutilizzano parti dei prodotti, dalla produzione alla raccolta dei resi. Ognuna di queste azioni rappresenta diverse forme di sostenibilità, come il rispetto per il lavoro equo, l’uso responsabile dei materiali naturali, la valorizzazione della conoscenza e dell’economia locale, la riduzione degli sprechi e la promozione di una cultura del consumo responsabile.

Attuare la missione sostenibile attraverso azioni sistemiche distribuite

Per orchestrare le diverse sfaccettature della sostenibilità, il concetto di “business sostenibile” deve essere definito strategicamente, combinando una terminologia familiare alle pratiche aziendali con opportunità sostenibili concrete. Questo aiuterebbe i dipendenti a comprendere il significato di adottare e promuovere pratiche sostenibili come una scelta personale. Infatti, le scelte individuali possono avere un impatto a catena sulla comunità aziendale, generando azioni condivise. Regolamenti, linee guida operative e raccomandazioni sui comportamenti professionali (ad esempio, l’acquisizione di materiali naturali, le modalità di spedizione, i protocolli di produzione, i diritti dei lavoratori e il consumo energetico lungo la catena del valore) possono guidare il personale nella concretizzazione delle visioni aziendali, trasformando i principi in azioni.

Come spiegato da Donella Meadows attraverso la scala di 12 leve, il cambiamento sistemico può essere ottenuto in modo più efficace attraverso i valori (leva n. 3), la cultura (leva n. 2) e i cambiamenti di paradigma (leva n. 1). Tuttavia, per operare a questi livelli, è necessario un processo che preveda l’impostazione di regole, feedback e obiettivi nelle diverse parti del sistema. Tornando all’esempio dei prodotti di consumo, questo significherebbe che l’adozione di pratiche sostenibili dovrebbe essere perseguita, ad esempio, attraverso un maggiore utilizzo di componenti riutilizzati rispetto a quelli nuovi (obiettivo), la progettazione di nuovi prodotti con parti riutilizzabili (regole) e la preferenza per materiali già usati nella logistica (feedback).

La responsabilità condivisa delle transizioni sostenibili

Le transizioni sostenibili sono processi che richiedono la responsabilità di tutti gli attori coinvolti e necessitano di azioni coordinate per il raggiungimento di un “obiettivo sostenibile”. In questo contesto, la sostenibilità non dovrebbe essere considerata un ostacolo all’innovazione. Poiché richiede di ripensare pratiche consolidate e agende aziendali, la transizione sostenibile rappresenta un processo di innovazione di per sé. Limitare l’innovazione allo sviluppo di nuove tecnologie o materiali sarebbe riduttivo, poiché essa si distribuisce in tutto il sistema, offrendo ai dipendenti l’opportunità di esplorare nuove modalità operative. Un’azienda può innovare il proprio settore trasformando pratiche consolidate che il nostro pianeta non è più in grado di sostenere.

Secondo la professoressa Mariana Mazzucato dell’UCL, una strategia per affrontare la complessità sistemica della sostenibilità consiste nel definire agende basate su missioni chiare, coordinate da diversi attori del sistema (ad esempio, imprese private, governi, policymaker, settore finanziario). Tale coordinamento mira ad allineare le azioni sistemiche verso il raggiungimento di obiettivi specifici, come i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Questo implica che il raggiungimento di obiettivi sostenibili e l’attuazione di visioni sostenibili richiedano collaborazione tra i vari settori, pubblici e privati. La collaborazione aumenta la fattibilità di una visione distribuendo le missioni, ad esempio, nella riduzione dello spreco di materiali naturali, nella tutela della salute e del benessere della società, nella prevenzione dei rischi di nuove pandemie e, in generale, nell’attuazione di agende climatiche lungo tutta la filiera, dalla produzione alla regolamentazione.

Ne consegue che il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità non dovrebbe essere considerato un onere esclusivo di un’organizzazione; la responsabilità dovrebbe essere condivisa tra i diversi attori che operano o influenzano direttamente e indirettamente un settore. Questo approccio potrebbe generare nuove opportunità di business, identificando partner con cui sviluppare collaborazioni mirate all’implementazione di azioni volte al raggiungimento di obiettivi comuni.

Le persone sono la strategia per le transizioni sostenibili

Per le organizzazioni, una missione orientata alla sostenibilità rappresenta quindi una strategia sistemica guidata dalle persone. Questa guida l’attuazione delle missioni aziendali attraverso obiettivi definiti e distribuiti nel proprio ecosistema. Tali obiettivi dovrebbero essere considerati parti di un “sistema strategico sostenibile” il cui sviluppo può aprire nuove opportunità di partnership e innovazione. In questo modo, trasformare le pratiche aziendali in modelli sostenibili e rispettosi può contribuire a migliorare il benessere della società e del pianeta nel suo complesso.

Bibliografia e risorse 

  1. United Nation Department of Economic and Social Affairs
  2. Mariana Mazzucato mission-oriented innovation and industrial policy
  3. Donella Meadows Leverage points – places to intervene in a system 

Bibliografia Laura Ferrarello 

Laura Ferrarello è una ricercatrice di design che utilizza strategie di design per creare un dialogo tra tecnologia, società e pianeta in modo etico. Insegna il corso La pratica dell’etica nella ricerca ingegneristica presso l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL). Laura ha creato il corso online Pratiche etiche per guidare la creatività e l’innovazione sulla piattaforma Future Learn. Ha guidato e contribuito a numerosi progetti di ricerca interdisciplinari con l’industria, collaborando con aziende come British Airways, Fujitsu, Huawei e altre. Ha anche collaborato con organizzazioni come l’UNESCO, la Lloyd’s Register Foundation e la Royal National Lifeboat Institution. Laura progetta workshop e presenta le sue ricerche in istituzioni di prestigio, tra cui Harvard GSD, ETH Zurich, Imperial College London, King’s College, Università Fudan e Università Tongji. È co-autrice del libro Engaging Design: Tools for Design Practices Urging New Forms of Citizenship, con il Dr. Robert Phillips (EPFL, in uscita nel 2025).